L’abuso di alcol come fattore di rischio

Il consumo problematico di alcol tra i giovani può cagionare comportamenti aggressivi e atti di violenza. Il programma nazionale Alcol, cercando di ridurre le conseguenze nocive del consumo di alcol (ad es. infortuni o incidenti e aumento della propensione alla violenza), dedica spazio anche alle attività di prevenzione della violenza. In questo contesto, gli ambiti prioritari sono la gioventù, la violenza, gli infortuni o incidenti e lo sport.

Tra le misure sovente raccomandate, vi sono la limitazione dell’accesso all’alcol, in particolare riguardo all’acquisto di bevande alcoliche (età minima e orari di vendita), e la formazione del personale di servizio e di sicurezza.  
È utile e necessario che le persone attive nell’organizzazione delle attività notturne dei giovani si concertino e si mobilitino. Coordinando le loro azioni, possono attuare un’efficace strategia di prevenzione.

 
 
 

Limitare il consumo di alcol tra i giovani
In Svizzera vengono adottate numerose misure per limitare il consumo di alcol tra i giovani. Questi i punti principali:

  • Osservanza delle disposizioni a tutela dei giovani. Le misure di lotta contro la vendita di alcol ai giovani che non hanno ancora raggiunto l’età minima legale comprendono la sensibilizzazione dei commercianti, la formazione del personale di vendita e l’organizzazione di test d’acquisto nei punti di vendita.
  • Divieto di vendita di alcolici nei negozi in serata e durante la notte come anche nelle stazioni di benzina. Il Cantone di Ginevra, che ha introdotto queste restrizioni, ha constatato effetti positivi. Stando ai ricercatori, gli adolescenti e i giovani adulti consumano meno alcol se la vendita è limitata. Questo è dovuto in particolare al fatto che l’acquisto di alcolici è spontaneo e non pianificato.
  • Controllo dei prezzi di vendita delle bevande alcoliche. Una meta-analisi dell’Università di Sheffield mostra che una politica di controllo dei prezzi può incidere positivamente sulla diminuzione dei rischi. Dei circa quaranta scenari analizzati, questi quelli più efficaci (in ordine decrescente):

    • aumento sistematico dei prezzi;
    • introduzione di un prezzo minimo;
    • divieto di offerte promozionali per gli alcolici;
    • divieto di pubblicità per le bevande alcoliche.

Queste misure hanno un impatto, oltre che sulla criminalità, anche sulla salute, sull’assenteismo e sulla disoccupazione, in particolare tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni. In questa fascia d’età, l’aumento dei prezzi degli alcolici meno cari è un elemento fondamentale. Si noti che una misura particolarmente efficace consiste nel combinare un prezzo minimo con il divieto di offerte promozionali.


Coinvolgere gli esercenti dei luoghi pubblici  
In certi quartieri frequentati in serata dai giovani, gli esercenti e i proprietari di alberghi, bar e discoteche si riuniscono con rappresentanti del quartiere. Individuano i problemi e cercano soluzioni incentrando il loro lavoro sull’elaborazione e l’applicazione di regole d’esercizio, impongono limiti di età per la vendita di alcolici e formano il personale di servizio e di sicurezza. Questo modo di procedere permette di ridurre notevolmente gli atti di violenza nei locali menzionati e nelle loro vicinanze.

 
 
 

Piano d’intervento interprofessionale

 
 

Per ridurre i rischi legati ai raduni di giovani nello spazio sociale il concetto d’intervento interprofessionale (in francese), elaborato nel 2012 dalla fondazione RADIX, propone approcci distinti secondo i luoghi di ritrovo: negli spazi abitati, nelle vicinanze dell’evento festivo o nei luoghi non abitati.

 
 
 
 

Modello K

 
 

In Svezia la polizia ha sviluppato un approccio specifico per prevenire il consumo di alcol tra i giovani nello spazio pubblico, e quindi ridurre gli atti di violenza. Quando fermano minorenni sotto l’effetto dell’alcol, le forze dell’ordine svuotano le bottiglie sul posto, accompagnano i giovani al posto di polizia e contattano i genitori, sensibilizzandoli al problema per evitare che il figlio si ritrovi in una situazione simile. Cercano inoltre di sapere in che modo i giovani si sono procurati bevande alcoliche, in quanto le persone che hanno venduto alcolici a minorenni sono accusate d’infrazione alla legge sull’alcol.  

Una valutazione ha mostrato effetti positivi non trascurabili. Se questo modo di procedere è attuato in modo sistematico e completo, i giovani cambiano il loro comportamento nei confronti dell’alcol, il numero di intossicazioni da alcol diminuisce e i danni provocati nello spazio pubblico calano. Tuttavia, lo studio non precisa se i giovani consumino meno alcol o bevano maggiormente in casa propria.