Rafforzare le competenze sociali a scuola

La maggior parte dei bambini acquisisce una serie di competenze tali da potersi sentire a proprio agio nell’ambiente scolastico. Passo dopo passo imparano a discernere i sentimenti e le intenzioni altrui, a interagire in modo appropriato, a capire e controllare i loro impulsi, a pianificare una successione di azioni valutandone le conseguenze, a rispettare le regole o ancora a trovare soluzioni consensuali ai loro problemi.

I programmi di allenamento delle competenze in ambito scolastico rafforzano sistematicamente queste capacità grazie a giochi di ruolo, scenari, storie e strategie applicate alla realtà della scuola. Pur avendo priorità diverse, tutti i programmi hanno un obiettivo comune, ossia agire contro gli atteggiamenti aggressivi, la mancanza di autocontrollo, le carenze nella gestione di problemi sociali e il ricorso all’aggressività in caso di divergenza di opinioni.

In quest’ambito esistono due approcci:

  • gli approcci basati sul comportamento. I bambini sviluppano e allenano capacità pratiche nel modo di agire o di reagire di fronte ad altri. Lavorano in particolare su schemi d’interazione, per esempio tramite giochi di ruolo;
  • gli approcci cognitivo-sociali. I bambini sviluppano e allenano le loro capacità per comprendere correttamente l’ambiente circostante, esprimere in modo adeguato i loro desideri e i loro sentimenti e controllare i loro impulsi.
 
 
 

Sviluppare attivamente le proprie competenze sociali

Tutti gli studi mostrano quanto sia efficace l’allenamento delle competenze in ambito scolastico. Dopo aver vagliato 80 studi, una meta-analisi è giunta alla conclusione che questo ha effetti positivi, soprattutto per lo sviluppo delle competenze sociali. I risultati sono invece meno probanti per quanto riguarda i problemi comportamentali concreti. L’allenamento delle competenze giova agli allievi di tutte le fasce di età, a prescindere dal tipo di approccio adottato.

Riguardo ai diversi programmi è stato messo in evidenza che quelli elaborati secondo un modello sono più efficaci di quelli sviluppati direttamente dagli insegnanti.

L’analisi dimostra inoltre che i progetti basati sulla partecipazione attiva, su esercizi pratici, su feedback ai bambini e sull’impiego quotidiano delle conoscenze acquisite hanno buoni risultati, contrariamente a quelli basati sulla trasmissione di conoscenze tramite corsi magistrali e schede di esercizi (a volte seguiti da discussioni), che possono essere inefficaci.

 
 
 

«PFADE»

 
 

Questo programma di promozione delle strategie di riflessione alternative, creato negli Stati Uniti e diffusosi nei Paesi anglosassoni con il nome di «Paths», mira a prevenire i problemi comportamentali e a promuovere le competenze sociali, cognitive e linguistiche fra gli allievi dalla scoula dell'infanzia e dal 1° al 6° anno di scuola. Nei Cantoni di Zurigo e di Soletta, diverse scuole lo hanno adottato.
PFADE intende agire a due livelli:

  • individuale, attenuando le reazioni esteriorizzate o interiorizzate di fronte ai problemi e migliorando la voglia di imparare e il rendimento scolastico;
  • scolastico, riducendo i fattori di disturbo durante i corsi per ottenere un’atmosfera di lavoro migliore.


Questo programma richiede la partecipazione di tutta la scuola e dei genitori. I promotori di PFADE prestano un’attenzione particolare all’attuazione del programma, che viene stabilita con la direzione della scuola e le persone incaricate a tale scopo.
Fino ad oggi, PFADE ha avuto un’ottima risonanza presso le scuole, con effetti benefici negli ambiti seguenti: autocontrollo, comprensione delle emozioni, tolleranza alla frustrazione, applicazione di schemi efficaci per la gestione dei conflitti e capacità di riflettere e di pianificare.

 
 
 
 

«Faustlos»

 
 

Si tratta dell’adattamento tedesco del programma «Second Step», che mira a prevenire la violenza con un procedimento progressivo dalla scuola dell’infanzia alla fine della scuola dell’obbligo.  
Questo programma, basato sulle ultime ricerche realizzate nel campo della psicologia, promuove in particolare l’empatia e il controllo degli impulsi e mette l’accento sul trasferimento delle competenze nella vita scolastica di tutti i giorni.
Esso si adegua all’età dei bambini, proponendo marionette per i più piccoli e giochi di ruolo e sequenze video per gli alunni delle elementari e delle medie. Gli insegnanti possono contare sul sostegno di esperti.
Stando al parere dei genitori e degli stessi bambini, gli allievi che hanno partecipato al programma sono meno ansiosi. Gli insegnanti e gli educatori hanno constatato un miglioramento nella prevenzione della violenza nella vita scolastica di tutti i giorni. Già nelle classi dei più piccoli, i bambini sono in grado di descrivere i sentimenti dei loro compagni e trovano più facilmente soluzioni ai problemi interpersonali e ai conflitti. Hanno inoltre più facilità a fare proposte costruttive e compromessi. Grazie alle competenze acquisite, risolvere i conflitti durante l’orario scolastico richiede meno tempo, poiché i bambini riescono a farlo più spesso da soli con i compagni di classe.

 
 
 
 

«Eltern und Schule stärken Kinder» (ESSKI)

 
 

Questo programma, attuato in sei Cantoni della Svizzera tedesca, intende ridurre lo stress, le aggressioni, la violenza e il consumo di droghe, coinvolgendo parallelamente gli allievi, i genitori e gli insegnanti sui temi della promozione della salute, delle risorse e delle competenze sociali.
Nel quadro scolastico, gli allievi partecipano per 12 settimane a un programma intitolato «Fit und stark fürs Leben». Dal canto loro, i genitori seguono un programma per promuovere le loro competenze educative e possono beneficiare di una consulenza telefonica in materia d’educazione. Gli insegnanti, invece, consolidano le loro risorse personali e le loro capacità di gestire lo stress grazie a una formazione continua.

Dalla valutazione del programma risulta che i bambini coinvolti nell’ ESSKI tendono a battersi di meno, sono meno collerici e iperattivi, si sentono meno spesso infelici e demoralizzati e soffrono meno di disturbi fisici. I genitori riescono meglio a porre dei limiti e a gestire le situazioni difficili,  valorizzano più spesso i loro figli e riescono più facilmente a far fronte ai conflitti con calma e fermezza. Nel complesso, gli insegnanti si sentono più resistenti ed efficaci e hanno più energia.

 
 
 
 

«Contes sur moi»

 
 

Questo programma, elaborato in Canada, facilita l’integrazione armoniosa dei bambini nella vita in società, sviluppando le loro abilità sociali e le loro capacità di risolvere pacificamente i problemi. Destinato ai professionisti che si occupano di bambini di età compresa tra i 5 e i 9 anni, esso permette agli allievi d’individuare i problemi relazionali, di cogliere le conseguenze di ciascuna delle possibili soluzioni e di scegliere poi quella che sembra essere la più adeguata.
«Contes sur moi» si presenta sotto forma di un kit pedagogico composto di tre parti:

  • una prima parte contenente le basi teoriche del programma;
  • la seconda con attività pratiche in funzione del livello: attività manuali, giochi di ruolo, esercizi basati sulla vita quotidiana; e
  • la terza dedicata ai genitori, con l’obiettivo di coinvolgerli informandoli sulle attività svolte a scuola e garantire così una certa continuità tra scuola e casa.

Uno studio condotto sull’arco di tre anni mostra come gli allievi apprezzino le attività proposte e cresca il loro interesse per la scuola. Una partecipazione assidua al programma rafforza i comportamenti prosociali e aumenta in modo duraturo l’autostima.

 
 
 
 

«Différents, mais pas indifférents» – precedentemente chiamato «Vers le pacifique»

 
 

Questo programma, elaborato dall’Institut Pacifique di Montréal e molto diffuso in Canada, è stato attuato in alcune scuole del Cantone di Friburgo. Destinato ai bambini a partire dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola di livello secondario, esso promuove una partecipazione attiva alla risoluzione di situazioni conflittuali e tratta temi quali la violenza e l’intimidazione, le percezioni, il rispetto delle differenze e la comunicazione non violenta.
Questo programma si suddivide in due parti:

  • la risoluzione dei conflitti: i bambini sono sensibilizzati ai diversi aspetti dei conflitti e si familiarizzano con strumenti alla loro portata per risolverli in modo positivo;
  • la mediazione: in un secondo tempo, la scuola può attuare una mediazione tra pari. Alcuni allievi, scelti dal personale scolastico e dai compagni di classe, sono formati a tale scopo.

 

La valutazione ha mostrato che gli allievi che hanno partecipato a questo programma per due anni

  • riescono a gestire meglio le loro emozioni in situazioni potenzialmente conflittuali;
  • sono capaci d’individuare le cause dei conflitti;
  • propongono soluzioni riparatrici per risolvere un conflitto;
  • sono in grado di esprimere quello che sentono;
  • possiedono le competenze necessarie per risolvere i conflitti;
  • danno prova di autocontrollo;
  • ricorrono a comportamenti prosociali.