Giovani e Violenza - Neuchâtel Giovani e Violenza

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Contatto

Alex Pedrazzi

delegato per la gioventù

Dipartimento della sanità e degli affari sociali 

Servizio di protezione dell’adulto e della gioventù 

Faubourg de l'Hôpital 34

2000 Neuchâtel

T +41 32 889 85 41

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Cantone di Neuchâtel

 
 
 

Quadro politico-strategico

Basi strategiche

Con decreto del 15 giugno 1998, il Consiglio di Stato ha istituito una commissione interdipartimentale incaricata di studiare i fenomeni di delinquenza giovanile e i comportamenti violenti degli alunni che frequentano la scuola dell’obbligo. I risultati dello studio sono stati presentati in un rapporto del Consiglio di Stato al Gran Consiglio, in cui sono state suggerite 13 misure che costituiscono tuttora la base strategica del Cantone.

Le misure proposte mirano innanzitutto a risolvere i problemi alla radice e a favorire la qualità di vita e l’inserimento dei giovani. Tre i punti cardine della strategia: la prevenzione (con sette misure che prevedono la responsabilizzazione delle famiglie, l’intervento a scuola, il sostegno alle attività giovanili e la presenza  di animatori di strada e di una polizia di prossimità nello spazio pubblico) ; il collocamento a scopo curativo (con tre misure che prevedono posti di accoglienza adeguati) e la repressione (con tre misure che privilegiano un approccio specifico e adeguato della detenzione e delle sanzioni applicate ai giovani delinquenti).

 

Basi legali

Non esiste alcuna base legale che tratti specificamente la questione dei giovani e della violenza. La legge sul sostegno alle attività giovanili extrascolastiche (Loi sur le soutien aux activités de jeunesse extra-scolaires, LSAJ) del 17 febbraio 2009, elaborata in seguito al rapporto pubblicato nell’agosto del 2000, si riferisce chiaramente soltanto a una parte delle misure raccomandate, ma definisce la responsabilità dello Stato e le misure da esso sostenute, alcune fra le quali concernono esplicitamente la prevenzione della violenza e di altri comportamenti associati. Nell’articolo 6 la legge stabilisce inoltre che lo Stato sostiene i programmi di prevenzione delle diverse forme di violenza, del tabagismo, dell’alcolismo e di altre forme di dipendenza.

 
 
 

Strutture

 
 

Organizzazione

Il Consiglio di Stato garantisce la coerenza della politica globale dell’infanzia e della gioventù e della sua attuazione. Il 1° febbraio 2012 è stato nominato un delegato per la gioventù (délégué à la jeunesse) a tempo pieno, che – oltre ad assumere la funzione d’ombudsman – ha il compito di assicurare in particolare il coordinamento e il contatto tra i seguenti attori: giovani, genitori, Comuni, Cantone(i) e Confederazione. All’inizio di ogni legislatura, il Consiglio di Stato nomina una Commissione della gioventù (Commission de la jeunesse), che quale suo organo consultivo formula proposte, raccoglie le aspirazioni, le preoccupazioni e i problemi dei giovani del Cantone e funge da intermediario tra i servizi pubblici e le istituzioni private attive in questi settori.

L’emanazione, abbastanza recente, della LSAJ e delle relative misure organizzative, la creazione del Servizio di protezione dell’adulto e della gioventù (Service de Protection de l'Adulte et de la Jeunesse, SPAJ), a sostituzione del Servizio dei minori e delle tutele (Service des mineurs et des tutelles), e la riorganizzazione della scuola dell’obbligo intesa a dare la stessa direzione al livello primario e secondario (nell’ambito del progetto HARMOS) hanno creato una nuova situazione cui gli attori del settore devono ancora adeguarsi.

Su richiesta degli insegnanti o delle direzioni scolastiche, il Servizio d’intervento, d’informazione e di prevenzione per le scuole della Polizia cantonale (Service d’intervention, d’information et de prévention pour les écoles) interviene nelle classi di scuola media per trattare i temi legati alla violenza o organizza serate d’informazione per i professori e i genitori. Per il resto il Cantone ha scelto di rinunciare all’istituzione di una squadra d’intervento per i minori (Brigade des mineurs), preferendo un approccio globale che si avvale della partecipazione della scuola, dei genitori, degli animatori di strada nonché della polizia di prossimità, che interviene presso i giovani, ma non solo, per gestire i problemi che a volte sorgono nello spazio pubblico.

Il CAPPES Centro d’accompagnamento e di prevenzione per i professionisti degli istituti scolastici [Centre d’accompagnement et de prévention pour les professionnels des établissements scolaires] – è parte integrante del Dipartimento dell’educazione e della famiglia (Département de l'éducation et de la famille, DEF). È al servizio dei professionisti degli istituti scolastici del Cantone, con quattro linee d’azione, due delle quali incentrate sulle situazioni legate alla violenza (relazioni senza violenza a scuola e gestione delle situazioni critiche).

 

Coordinamento

Ad oggi, non è stato formalizzato alcun coordinamento interdipartimentale globale. Il delegato per la gioventù e la Commissione della gioventù istituita in virtù della LSAJ svolgono un ruolo di coordinamento e di collegamento tra i servizi dello Stato e gli organi esterni, che non si limita d’altronde alle situazioni direttamente o indirettamente legate alla violenza. In altri settori vi è inoltre un coordinamento parziale secondo regole più o meno formalizzate, in particolare tra le scuole e il Servizio di protezione dell’adulto e della gioventù, che organizza regolarmente riunioni informali con i direttori degli istituti scolastici per anticipare le difficoltà e due volte all’anno prepara una riunione con gli attori dei diversi settori di prevenzione e d’intervento, tra cui le scuole di livello primario e secondario (la cosiddetta «réunion du réseau des réseaux»).

In generale, viste le dimensioni ridotte del Cantone, la maggior parte degli attori si conosce e non appena viene segnalata una situazione che richiede un intervento, la rete entra in azione. La reazione è rapida, ma spesso tardiva. Inoltre, se il coordinamento informale può funzionare in termini d’intervento, non sembra adatto a prevenire le situazioni di violenza.

 
 
 
 

Panoramica delle misure

 
 

Prevenzione

  • Relazioni senza violenza a scuola (Relations sans violence à l’école): programma coordinato dal CAPPES a sostegno delle azioni condotte dalle scuole per la promozione di un buon ambiente scolastico e la prevenzione della violenza. Esso mette in atto la seconda raccomandazione formulata nel Rapporto del Consiglio di Stato sullo sviluppo della comunicazione e di relazioni senza violenza nelle scuole («Développement de la communication et de relations sans violence dans les écoles»). Il CAPPES partecipa inoltre a diversi progetti nell’ambito della prevenzione della violenza a livello cantonale e nella Svizzera romanda.       
  • Consultazione per le scuole elementari e dell’infanzia del Cantone di Neuchâtel (Consultation pour les écoles primaires et enfantines du canton de Neuchâtel, CEPE): sostenuto dal CAPPES, questo programma offre un aiuto per analizzare le situazioni difficili a scuola, un accompagnamento per elaborare linee d’azione e cercare soluzioni e informazioni per prevenire meglio o saper trattare problemi di comunicazione, di apprendimento, di adeguamento alla vita scolastica, di violenza ecc.
  • Entre-Parents: basato sul programma americano PACE (Parenting our Children to Excellence) e realizzato dal Servizio di coesione multiculturale (Service de la cohésion multiculturelle, COSM), questo programma è destinato ai genitori di bambini tra i 3 e i 6 anni affinché sviluppino le loro competenze educative attraverso discussioni e attività di gruppo. Lo scopo principale è migliorare le competenze personali e sociali dei bambini, prevenire o diminuire i comportamenti di disturbo e aumentare le sensazioni di efficienza e di soddisfazione dei genitori.
  • Servizio dell’educazione di strada (Service d’éducation de rue, SER): programma lanciato a la Chaux-de-Fonds, sotto l’egida della Fondazione Carrefour, che entra in contatto con i giovani là dove si trovano, ascoltandoli, informandoli e aiutandoli a risolvere i loro problemi. Un autobus itinerante di prevenzione (BIP) circola nei quartieri, in altri luoghi di ritrovo dove i giovani si riuniscono spontaneamente e durante le manifestazioni “calde” del Cantone.
  • Centri di svago: con offerte molto interessanti garantiscono uno spazio e un’animazione socioculturale per i giovani.

Intervento e repressione

  • Gestione di situazioni critiche e crisi: il CAPPES offre un sostegno ai professionisti attivi nelle scuole sotto forma d’informazione, di formazione e per la conduzione e l’organizzazione di azioni di prevenzione e persino di possibili interventi in situazioni di crisi. Esso propone in particolare un protocollo d’intervento per le situazioni critiche.
  • Mediazione penale per i minori: su decisione dell’autorità di protezione dei minorenni e degli adulti può essere organizzata una mediazione tra le parti coinvolte coadiuvata da un mediatore riconosciuto dallo Stato. Il processo è volontario e intende far sì che le parti raggiungano un accordo il cui contenuto verrà convalidato con un protocollo. Questa misura è stata messa in atto in virtù della legge del 31 ottobre 2006 sulla procedura penale applicabile ai minori (loi du 31 octobre 2006 sur la procédure pénale applicable aux mineurs, LPMin).

Prospettive di sviluppo

Il Cantone intende garantire la continuità nell’approccio scelto finora, basato sull’educazione, sul richiamo delle regole e sulla promozione della qualità della vita, con l’intervento della polizia in caso di problemi concreti. Uno degli scopi è proseguire nel tempo con le azioni d’informazione e di sensibilizzazione presso i giovani, i genitori e gli insegnanti per quanto riguarda le regole e le leggi in vigore e il ruolo degli adulti responsabili dell'educazione dei giovani.

 

Per conoscere meglio i diversi aspetti che caratterizzano la vita dei giovani e le difficoltà con cui questi ultimi sono confrontati (anche in materia di violenza), il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, tramite il Servizio dell’insegnamento obbligatorio (Service de l'enseignement obligatoire), e il Dipartimento di giustizia, tramite la Polizia giudiziaria (Police judiciaire), hanno ordinato un’inchiesta presso i giovani di 14-15 anni (cfr. “Les jeunes neuchâtelois en 2010. Rapport public. 24 août 2011).

 

Nel 2014 il DEF ha deciso di affinare la sua strategia in materia di prevenzione della violenza giovanile, prestando un’attenzione particolare ai comportamenti adottati da bambini e giovani in relazione con i nuovi media sociali.

 

 

 
 
 
 

Ultimo aggiornamento

25 settembre 2014