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Marc Favez,

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Cantone di Vaud

 
 
 

Quadro politico-strategico

 
 
 

Basi strategiche

Ad oggi, non esiste alcuna strategia globale formale che organizzi l’intervento del Cantone. Tuttavia, la prevenzione dei comportamenti incivili e violenti, in particolare quelli che interessano i giovani, rappresenta una delle priorità del Consiglio di Stato. Con l’istituzione dei Consigli regionali di prevenzione e sicurezza (Conseils régionaux de prévention et de sécurité, CRPS) a livello distrettuale, il Consiglio di Stato ha adottato una strategia che consente di fornire risposte di carattere trasversale, semplificare le procedure amministrative e introdurre azioni preventive in ambito locale, coinvolgendo i diversi attori interessati.

Grazie alla loro organizzazione a rete, i CRPS dovrebbero contribuire al rilevamento globale interdisciplinare, allo sviluppo di azioni preventive a lungo termine nonché alla definizione di un quadro d’intervento che tenga conto delle politiche di prevenzione dello Stato o di altri attori operanti in ambiti affini.  

 
 
 

Basi legali 

Il Cantone non dispone di basi legali specifiche. La legge scolastica (loi scolaire, LS del 12 giugno 1984) prevede sanzioni in caso di infrazioni di carattere disciplinare, senza esplicito riferimento alla violenza. La legge sull’insegnamento obbligatorio (loi sur l’enseignement obligatoire, LEO del 7 giugno 2011, che entrerà in vigore nel 2013) prevede l’introduzione di diverse misure precise e dettagliate relativamente ai comportamenti o atti violenti. L’articolo 103 contempla un accompagnamento socio-pedagogico organizzato alle condizioni previste dalla legge sulla protezione dei minori (loi sur la protection des mineurs del 4 maggio 2004. I diritti e i doveri degli studenti e dei genitori nonché le misure e le sanzioni che potrebbero essere applicate in caso di comportamenti o atti violenti sono illustrati dettagliatamente in diversi articoli al capitolo XI della legge.

La legge sul sostegno alle attività giovanili (loi sur le soutien aux activités de la jeunesse, LSAJ del 27 aprile 2010) rimane generale nella formulazione dei suoi obiettivi, tra cui «instaurare una politica di sostegno alle attività giovanili» (« instaurer une politique de soutien aux activités de la jeunesse »). La LSAJ prevede «un garante cantonale incaricato di coordinare le attività tra le varie organizzazioni  giovanili o rivolte ai giovani per le quali è richiesto l’intervento dello Stato» (« un répondant cantonal qui a un rôle de coordination entre les activités des différentes organisations de jeunesse ou s’occupant de la jeunesse pour lesquelles l'intervention de l'Etat est sollicitée »).

 

 
 
 

Strutture

 
 

Organizzazione

Vari dipartimenti collaborano in questo ambito. Il Dipartimento della formazione, della gioventù e della cultura (Département de la formation, de la jeunesse et de la culture, DFJC), il Dipartimento della salute e dell’azione sociale (Département de la santé et de l’action sociale, DSAS) e il Dipartimento della sicurezza e dell’ambiente (Département de la sécurité et de l’environnement, DSE) prevedono nella loro strategia e nelle loro azioni un pacchetto di misure specificatamente dedicato alla prevenzione della violenza tra i giovani. La prevenzione e la promozione della salute sono evidentemente di competenza del DSAS e del DFJC. Meno chiara, invece, è la definizione delle responsabilità in materia di prevenzione dei comportamenti violenti, incivili o dei delitti. La base per le misure adottate nei luoghi pubblici e nel tempo libero si trova logicamente presso la Divisione «Prevenzione» (Prévention) del DSE. DFJC e DSE collaborano per alcune delle numerose misure attuate dal DFJC in ambito scolastico.

Presso il DFJC, ormai è l’unità promozione della salute e prevenzione in ambito scolastico (promotion de la santé et de prévention en milieu scolaire, PSPS) che si occupa della prevenzione della violenza. Anche altri servizi del medesimo Dipartimento offrono molte prestazioni di prevenzione (in senso lato) presso i giovani, alcune delle quali sono più strettamente legate alla prevenzione della violenza, senza comunque essere per ora coordinate o inserite in un progetto più ampio e coerente.

 

 
 
 

Coordinamento

Ad oggi, non è stato formalizzato alcun coordinamento interdipartimentale globale. Fra alcuni dipartimenti esiste una collaborazione, per esempio tra la polizia e le scuole. La responsabile di un progetto di ricerca che fa capo all’unità di promozione della salute e di prevenzione in ambito scolastico (unité de promotion de la santé et de prévention en milieu scolaire, UPSPS) e alla Direzione generale dell’insegnamento obbligatorio (Direction générale de l’enseignement obligatoire, DGEO-DFJC) assicura il coordinamento presso il DFJC e tra i dipartimenti, svolgendo al contempo il ruolo di persona esperta di riferimento per il Cantone nel quadro del programma nazionale Giovani e violenza. L’UPSPS, posta sotto la sorveglianza del DFJC e del DSAS, consente il coordinamento tra questi due dipartimenti

(in francese)

I Consigli regionali di prevenzione e sicurezza (CRPS), che fanno capo al DSE, sono stati istituiti a livello distrettuale a partire dal 2010. Tali centri svolgono un ruolo di mediazione e di lavoro mediante un’organizzazione di rete tra Cantoni, autorità comunali, polizia, scuola, associazioni e famiglie e probabilmente saranno chiamati ad adempiere sempre più compiti di coordinamento.

 
 
 
 

Panoramica delle misure

 
 

Prevenzione
Misure del DSE volte alla prevenzione della violenza nello spazio pubblico

  • Conferenze di prevenzione (DSE): su richiesta dei presidi delle scuole o dei sindaci, interventi organizzati dalla polizia per informare genitori e il pubblico interessato sulle leggi e i regolamenti in vigore in materia di minori e fornire consigli di prevenzione; esse si rivolgono anche agli studenti, al fine di attirare la loro attenzione sui pericoli e sulle leggi in vigore, con le conseguenti sanzioni previste in caso di violazione.
  • Promemoria per genitori, bambini e adolescenti (in francese): elaborato da una delegazione di CRPS (Conseils régionaux de prévention et de sécurité) in base al testo di Losanna. L’obiettivo è informare genitori, bambini e adolescenti sulle regole e le leggi in vigore, sui rischi, i pericoli e le conseguenze di determinati comportamenti e sui modi per prevenirli.  
  • Footpol: collaborazione tra la Polizia cantonale e l’Association cantonale vaudoise de football (ACVF) per ridurre gli atti incivili e violenti nell’ambito del calcio giovanile grazie a diverse azioni rivolte a società sportive e giovani (in francese)
 
 
 

Misure del DFJC volte alla prevenzione della violenza a scuola e in famiglia

  • Mediatori scolastici (unità PSPS): prevenzione secondaria, intervenendo prioritariamente tra gli studenti in caso di disturbi individuali o di gruppo, comportamenti “incivili” (atti di vandalismo, mancanza di rispetto reciproco, maleducazione ecc.) e violenza istituzionale o individuale.
  • Delegati PSPS (unità PSPS): sostegno agli istituti per lo sviluppo di una politica a lungo termine volta a garantire un’atmosfera sana, rispettosa e armoniosa, che favorisca l’apprendimento scolastico e sociale.
  • Atmosfera scolastica (unità PSPS): incoraggiamento e accompagnamento degli istituti scolastici all’utilizzo del questionario di valutazione dell’ambiente socio-educativo del prof. M. Janosz (Università di Montreal), per individuare i punti forti e quelli deboli di tale ambiente e organizzare iniziative per migliorare l’atmosfera dell’istituto. Altri progetti delle squadre sanitarie degli istituti sono attuati nelle scuole per rispondere alle esigenze degli studenti.
  • Dispositivo di prevenzione secondaria (SPJ): prestazioni di sostegno psico-socio-educativo per aiutare le famiglie in situazioni difficili a far fronte al rischio che lo sviluppo fisico, psichico, affettivo o sociale dei propri figli venga compromesso. 
 
 
 

Intervento e repressione

Intervento e repressione

Misure del DSE focalizzate sullo spazio pubblico

  • Lavoro di rete Puero e conciliazioni extragiudiziarie: prevenzione e risoluzione dei problemi di delinquenza e inciviltà giovanili mediante interventi mirati, rapidi e sul posto, in particolare in termini di sanzioni e risarcimenti per atti di vandalismo. La rete Puero viene attivata su richiesta dei partner (Comuni, scuole, istituti) confrontati a situazioni difficili o atti di inciviltà o delinquenza che coinvolgono minori.

Misure del DFJC focalizzate sulla scuola

  • Gruppo Risorse di accompagnamento e formazione in caso di incidente critico (Groupe Ressources d’Accompagnement et de Formation en cas d’Incident Critique, GRAFIC, unità PSPS): aiuto e sostegno in caso di SOS proveniente da istituti scolastici confrontati a eventi gravi (incidente, suicidio, aggressione fisica o sessuale, catastrofe, attentato). 
  • Pedagogia compensativa a carattere integrativo (Pédagogie compensatoire à valeur intégrative, PCI – DGEO): misure individuali di sostegno e intervento socio-pedagogico, elaborate dagli istituti in funzione delle proprie esigenze, che spesso prevedono la realizzazione di una struttura all’esterno delle aule scolastiche ma all’interno dell’istituto, per l’accoglienza e l’assistenza degli studenti con problemi di comportamento.
  • Moduli temporanei e alternativi alla scuola (Modules alternatifs et temporaires à la scolarité, MATAS – SPJ/DGEO): strutture permanenti per farsi carico temporaneamente degli studenti con difficoltà comportamentali di rilievo, accolti per tre mesi (prorogabili) in vista del loro rientro in classe.
 
 
 

Prospettive di sviluppo

Al livello del DES, la Scuola di Scienze criminali (Ecole des sciences criminelles) dell’Università di Losanna sta realizzando uno studio approfondito sulla delinquenza giovanile e gli atti incivili, al fine di migliorare la conoscenza del fenomeno e attuare misure preventive più mirate.

 

Misure di prevenzione del DSE (secondo il comunicato stampa ufficiale del 22 marzo 2011)

  • Adattare le conferenze in materia di prevenzione della delinquenza giovanile nelle classi della scuola dell’obbligo, in particolare in funzione dell’età.
  • Coordinare meglio le azioni tra i partner, in particolare tra la Divisione Prevenzione, i CRPS e la scuola per parlare con i genitori dei bambini tra gli 11 e i 14 anni.
  • Far partecipare la popolazione e i Comuni, in particolare mediante le conciliazioni extragiudiziarie, per evitare il procedimento penale.

Al livello del DFJC si sta elaborando una panoramica della situazione, basata su due elementi: in primo luogo uno studio presso le direzioni degli istituti scolastici per arrivare a proposte di misure adeguate alle diverse situazioni in cui si trovano gli istituti, in funzione del tipo di atti commessi e delle sanzioni comminate, delle misure di prevenzione sviluppate all’interno e delle necessità in materia di prevenzione. In secondo luogo, l’analisi dei dati relativi alla violenza subita ed esercitata dagli studenti a partire dallo studio cantonale HBSC (Health behaviour in school-aged children) del 2010. I risultati della suddetta panoramica confluiranno in alcune proposte di azione mirata nelle scuole.

 

 
 
 
 

Ultimo aggiornamento

27 gennaio 2012