Giovani e Violenza - Berna Giovani e Violenza

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Karin Baumgartner

Collaboratrice scientifica

Assistenza sociale (Office des affaires sociales)

Divisione Famiglia, Divisione Promozione della salute e prevenzione delle dipendenze (Division Famille; Division Promotion de la santé et prévention des dépendances)

031 633 78 49

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Cantone di Berna

 
 
 

Il Cantone di Berna conta circa un milione di abitanti, di cui il 13,7 per cento possiede un passaporto straniero e il 63 per cento risiede negli agglomerati urbani di Berna, Bienne, Thun, Burgdorf e Interlaken. Il 25,5 per cento dei bernesi ha meno di 25 anni, l’8,6 per cento è nell’età della scuola dell’obbligo e il 10,4 per cento (circa 103 000 persone) ha tra 16 e 24 anni.

 

Il tema della violenza giovanile è approdato nell’agenda politica cantonale nel 2007. Una mozione del Gran Consiglio, appoggiata dal Consiglio di Stato, ha chiesto che venisse elaborato un piano complessivo per la prevenzione della violenza, fondato su una strategia globale e con diverse possibilità d’intervento. Nel 2010, il Consiglio di Stato ha presentato il rapporto cantonale Giovani e violenza (Bericht Jugend und Gewalt [«bussola strategica»]). Elaborato nel 2009 da un gruppo di lavoro interdipartimentale sotto l’egida del Dipartimento dell’istruzione pubblica, il rapporto contiene anche – in allegato – una panoramica dei mandati e delle attività in corso nel Cantone di Berna, legati al tema della violenza giovanile (soprattutto misure universali e selettive).

 

Il Consiglio di Stato ha deciso di dare seguito a 14 delle misure proposte nel rapporto cantonale Giovani e violenza. Nel rapporto intermedio del 5 maggio 2012, in cui sono state inserite due misure supplementari, il gruppo di gestione strategica interdipartimentale ha presentato i progressi compiuti nell’ambito del progetto, raccomandando all’Esecutivo di dare priorità a sette delle ormai 16 misure, senza per questo tralasciare le altre. Con il suo inserimento nelle linee direttive del Governo approvate per il periodo 2011-2014, la misura n. 1 (inserire l'attività di prevenzione nell'ambito di giovani e violenza nelle linee direttive del Governo) è realizzata.

 
 
 

Quadro politico-strategico

Basi strategiche

La strategia del Cantone di Berna è basata su quattro tipi d’intervento:

  1. migliorare le risorse grazie alla promozione della salute e alla prevenzione;
  2. intervenire in modo tempestivo e adeguato in casi problematici;
  3. impedire il peggioramento della situazione tramite una gestione dei casi obbligatoria; e
  4. optare per una repressione incisiva nei casi più gravi con lo scopo di reintegrare i giovani coinvolti.

 

La strategia è intesa come parte integrante di una politica globale nell’ambito della famiglia, dell’infanzia e della gioventù gestita congiuntamente da più dipartimenti. La collaborazione interdipartimentale fa sì che le svariate attività e i progetti in corso con riferimento alla violenza giovanile (p. es. programmi di prevenzione della polizia, consulenza pedagogica e ulteriori offerte di consulenza, attività giovanili ecc.) possano essere coordinati fra di loro e completati in modo appropriato, secondo criteri uniformi.

 

Basi legali 

Le misure di attuazione contro la violenza giovanile si basano su due leggi federali – la legge sul diritto penale minorile (DPMin; RS 311.1) e la legge di diritto processuale penale minorile (PPMin; RS 312.1) –, su diverse leggi cantonali – tra cui la legge in materia di aiuto sociale [Loi sur l’aide sociale (LASoc; RSB 860.1)], la legge sulla polizia [Loi sur la police (LPol; RSB 551.1)], la legge sulla scuola dell’obbligo [Loi sur l’école obligatoire (LEO; RSB 432.210)], la legge sui sussidi cantonali [Loi sur les subventions cantonales (LCSu; RSB 641.1)], la legge sull’organizzazione [Loi d’organisation (LOCA; RSB 152.01)] –, e su alcune ordinanze.

 
 
 

Strutture

 
 

Organizzazione 

All’attuazione delle misure di prevenzione, intervento e repressione partecipano quattro dipartimenti e la Procura dei minorenni:

  • il Dipartimento della sanità pubblica e della previdenza sociale: Ufficio delle opere sociali, in particolare la Divisione Promozione della salute e prevenzione delle dipendenze nonché la Divisione Famiglia (Direction de la santé publique et de la prévoyance sociale [SAP], Office des affaires sociales, Division Promotion de la santé et prévention des dépendances, Division Famille);
  • il Dipartimento della pubblica istruzione: Ufficio dell’insegnamento prescolastico e obbligatorio, della consulenza e dell’orientamento, Ufficio dell’insegnamento del livello secondario II e della formazione professionale (Direction de l’instruction publique [INS]; Office de l’enseignement préscolaire et obligatoire, du conseil et de l’orientation; Office de l’enseignement secondaire du 2e degré et de la formation professionnelle);
  • il Dipartimento di polizia e degli affari militari: Polizia cantonale (Direction de la police et des affaires militaires [POM], Police cantonale);
  • il Dipartimento di giustizia, degli affari comunali e degli affari ecclesiastici, Ufficio dei minorenni, Commissione cantonale per l’infanzia e la gioventù, Procura dei minorenni (Direction de la justice, des affaires communales et des affaires ecclésiastiques [JCE]; Office des mineurs; Commission cantonale pour l’enfance et la jeunesse; Ministère public des mineurs). 

 

 Tra i vari obiettivi di una strategia coerente vi è quello di conciliare e allacciare in modo ottimale tra loro i differenti compiti dei diversi dipartimenti e delle autorità competenti in materia di giovani e violenza.

 

Coordinamento

Poiché sono ben quattro i dipartimenti che si occupano della strategia contro la violenza giovanile, è indispensabile definire accuratamente e di comune accordo la linea e le priorità da seguire a livello di attuazione. Il compito di coordinamento è svolto dal gruppo di gestione strategica interdipartimentale nell’ambito dell’organizzazione del progetto, che garantisce così l’adempimento della misura n. 2 (la politica familiare, dell’infanzia e della gioventù quale dominio politico interdipartimentale). Se la direzione del progetto Gioventù e violenza incombe, nel suo insieme, al Dipartimento della sanità pubblica e della previdenza sociale, ciascun dipartimento è responsabile per l’attuazione di diverse misure considerate prioritarie e per il loro coordinamento con quelle attuate dagli altri dipartimenti.

 
 
 
 

Panoramica delle misure

 
 

Qui di seguito sono elencate le misure sviluppate, valutate ed eventualmente attuate dai dipartimenti.

 

Misure prioritarie:

  • sostenere i genitori grazie allo sviluppo di risorse e competenze (misura n. 4): la misura si focalizza su attività in grado di valorizzare il potenziale educativo dei genitori. La sua attuazione si basa sul progetto Formazione dei genitori (Projet Formation des parents), di competenza del JCE, sul progetto Coordinamento della formazione continua (Projet Coordination de la formation continue), di competenza dell’INS, e sulla strategia per la promozione dello sviluppo della prima infanzia (Strategie de développement de la petite enfance), di competenza del SAP;
  • creare un organo di contatto per i casi di violenza e un sistema di assistenza per la scuola (misura n. 7): combinando un sistema di contatto con uno di assistenza si ottengono dati che permettono non solo di osservare l’evoluzione della violenza nelle scuole e di elaborare misure mirate, ma anche di fornire sostegno agli insegnanti e alle scuole coinvolti;
  • preferire la protezione dell’infanzia alla protezione dei dati (misura n. 8): questa misura dovrà permettere d’individuare i primi segnali di pericolo lanciati da bambini e giovani con evidenti problemi di comportamento, di trasmettere i casi agli organi competenti e allo stesso tempo di raccogliere informazioni per creare un vero e proprio sistema di rilevamento tempestivo;
  • istituire una procedura obbligatoria di case management a tutela dell’infanzia e della gioventù (misura n. 9): coordinando in modo mirato le attività di diversi fornitori di prestazioni si riuscirà a definire una procedura che aumenterà le possibilità di rilevare e seguire da vicino casi difficili di giovani che ricorrono alla violenza;
  • organizzare servizi di sicurezza diurni e notturni (misura n. 12): la misura prevede l'elaborazione di un piano per l'allestimento di un servizio di sicurezza che integri le competenze professionali dell'attività di prevenzione della polizia e del lavoro sociale per i giovani e migliori la sicurezza e il senso di protezione (v. il progetto Pinto di Berna e il servizio sip di Zurigo e Lucerna);
  • adottare rapidamente sanzioni efficaci in risposta ad atti di violenza giovanile (misura n. 15, nuova): lo scopo di questa misura è infliggere prontamente una sanzione adeguata secondo il diritto penale minorile a chi ha commesso un atto di violenza, per diminuire i rischi di recidiva e aumentare l’effetto dissuasivo (sotto la direzione del JCE);
  • Cybersm@rt – promuovere un utilizzo competente dei nuovi media (misura n. 16, nuova): in quest’ambito si vogliono adottare misure, affinché i bambini e i giovani sappiano destreggiarsi meglio con i nuovi media (offerte preventive, portale online). Le misure sono rivolte anche ai genitori e agli insegnanti.

 

Altre misure:

  • promuovere ad ambito politico interdipartimentale il settore Bambini, giovani e famiglia (misura n. 2): l'obiettivo è quello di sviluppare una strategia globale cantonale per favorire e sostenere le persone con compiti educativi, i bambini ed i giovani, secondo un relativo ordine di priorità;
  • elaborare un sistema e/o una piattaforma di informazione e di raccolta dati, destinati al pubblico (misura n. 3): con questa misura s'intende far conoscere meglio l'offerta già esistente a livello cantonale, facilitandone inoltre l'accesso, nonché di allacciare e connettere tra loro le varie risorse;
  • istituire un sistema di prevenzione basato sulla responsabilizzazione dei bambini e dei giovani con una personalità delinquenziale (misura n. 5): con questa misura si vogliono elaborare programmi per far sì che i bambini e i giovani con comportamenti a rischio si rendano conto del loro potenziale di violenza e sviluppino un maggior senso di responsabilità;
  • creare strumenti d’intervento tempestivo per gli osservatori (misura n. 6): con questa misura si vuole far sì che i casi di bambini e giovani con comportamenti violenti siano rilevati e comunicati il prima possibile (esame di strumenti e processi, sensibilizzazione dell’opinione pubblica);
  • istituire una commissione di collocamento (misura n. 10): creare un servizio cantonale interdisciplinare/una commissione di collocamento che aiuti le autorità in difficoltà a definire e a trovare un’offerta di assistenza appropriata e realistica per i giovani con comportamenti delinquenziali notevolmente pericolosi per i terzi;
  • istituire una strategia per gestire l'uscita dalle istituzioni (misura n. 11): la gestione mirata, accettata e coordinata dell'uscita dalle istituzioni di giovani che hanno commesso un reato ha lo scopo di consolidare i risultati raggiunti dalle prime e di sostenere il reinserimento dei secondi;
  • vagliare un possibile divieto di vendere prodotti alcolici ai giovani dopo le ore 20.00 (misura n. 13);
  • rifiutare il patentino o ritirare la patente di guida in caso di reato (misura n. 14).

 

Prospettive di sviluppo 

Il gruppo di gestione strategica interdipartimentale e i responsabili dei dipartimenti e delle istituzioni coinvolti collaborano all’attuazione delle misure. La stesura del prossimo rapporto da parte del gruppo di gestione all'attenzione del Governo è prevista nel 2015.

 
 
 
 

Ultimo aggiornamento

19 dicembre 2014